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SostegnoAssociazione SPES - Missione Sri Lanka


Marzo 2005
Missione Sri Lanka

Dott. Massimiliano Fanni Canelles
Medico internista e nefrologo


Prima Relazione

“Sono nel sud Srilanka e sto vedendo la situazione insieme alla Onlus italiana Amo (attraverso il mondo per un sorriso) che da anni e' di stanza nel paese, gestisce le adozioni internazionali e ha costruito e gestisce con personale italiano una casa famiglia per le bambine ed i bambini che hanno subito stupri o violenze di ogni tipo.
Il problema principale e' proprio questo. Lo srilanka sembra essere un paese dove lo stupro dei propri figli o dei bambini in genere sia essere una prassi generalizzata. Anche in orfanotrofi non gestiti da personale straniero e fidato i sorveglianti stuprano i bambini ospiti dei centri.
Nelle scuole e nelle famiglie avviene lo stesso da parte di genitori ed insegnanti, il tutto e' favorito da una cultura anomala e deviata e dall'abuso alcolico che colpisce il 90% della popolazione. Molte ONG sono cadute in queso fenomeno dopo che avevano incarcato personale del luogo alla gestione delle loro attivita' ed ora hanno per questo motivo rinunciao alle operazioni. Il governo evita di affrontare il problema favorendo la diffusione del fenomeno e favorendo il mercato della prostituzione minorile alimentato dal turismo occidentale deviato.
Nel nostro piccolo abbiamo la prossibilita' economica e di terreni disponibili per costruire orfanotrofi, case famiglia, scuole ecc. Ma e' assolutamente neccessario personale occidentale per la gestione dei progetti e l'AMO da sola non e' in grado i farcela. La SPES e l'AMO sono disponibili ad entrare sotto l'ombrello della cooperazione italiana e spero vivamente che Barbara possa essere responsabile del progeto Srilanka del ministero egli esteri.
Il 3 febbraio insieme all'AMo siamo convocati dal governo cingalese a Colombo per valutare la fattibilita' di alcuni progetti sulla tutela dei bambini e mi premerebbe sapere prima l'ufficialita' del ministero egli esteri per il tuo incarico per questa regione”.


Seconda Relazione

”Dopo aver visto il sud Srilanka sono salito nel nord costeggiando la costa.
La  Situazione salendo e' progressivamente sempre piu' disastrosa. Nel sud il governo sempre con I limiti che vi ho descritto precedentemente ha liberato le strade sgomberato gran parte delle macerie e sta ricostruendo la ferrovia, ma rimane il problema di dove ricostruire le case.

Nel nord est da Baticaloa in su e' tutto come un mese fa, si arriva con molta difficolta' il puzzo e' tremendo. Le strade sono piene di macerie e non percorribili, continuano ad estrare I morti putrefatti e a spalare a mano con volontari del posto e di ONG. Il governo non ha mandato gli aiuti necessari e ci sono solo ONG soprattutto francesi. Il motivo e' che gia' a Baticaloa  la popolazione tamil super ail 60 per cento e piu' si sale e piu' aumenta la percentuale dei Tamil.

Il governo sta utilizzando lo tsunami per combattere I tamil lascandoli nella disperazione. Salendo fino a Trincomaloa dove la popolazione tamil arriva al 90 percento si nota l'assoluto abbandono di questa gente nelle malattie e fame. Il governo ai singalesi da 350 rupie al giorno (3 euro), 100 rupie ai tamil. Ma ai tamil arriva al giorno solo un sacchetto con tre pezzi di pane rancido e due sigarette. Dormono per terra nella polvere sotto un telo, non hanno medicine ne da mangiare, I bambini hanno la febbre e sono
denutriti e con lucilla sto organizzando l'arrivo di quello che I tamil mi hanno chiesto in urgenza (cibo e medicine). La nostra protezione civile con la quale ho parlato deve far finta di niente per non disturbare I rapporti diplomatici governativi. Ho anche organizzato molto per gli aiuti ma per sicurezza vi spedisco questi rapporti da ROMA.

Infatti per tutto questo la  popolazione tamil e' in rivolta e ci sono scontri con I militari del governo: e' morto un capo tamil e un parlamentare governativo e alcuni singalesi. Il governo ha assediato Trincomalee con 20.000 soldati e c'e' un posto di blocco ogni 5 KM nel centro da Colombo al centro dell'Isola e salendo a nord I posti di blocco sono ogni KM e ad ogni incrocio da trincomalee in su (anche ad ogni incrocio nelle strade delle citta'. La nostra croce rossa e' bloccata a nord di Baticaloa passano solo machine dei diritti umanitari e solo grazie al nostro istituto triestino sono passato. La protezione civile rimane chiusa in albergo a trincomelee.
Le donne tamil si sdraiano In mezzo alla strada per impedire ai mezzi dell'esercito di passare. Ho molto molto altro da dirvi ma per sicurezza vi spedisco da Roma il resto domani”.

Dott. Massimiliano Fanni Canelles



Vedi anche:
• Cooperazione internazionale: Sostegno Associazione umanitaria SPES
• Missione in India: incontro con il Dott. Marino Andolina



 

 

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